E’ tempo di essere solidali e restare umani
Dostoevskij affermava che «la bellezza salverà il Mondo», la bellezza dei nostri cuori, delle nostre anime, la bellezza di essere umani.
In questo momento storico in cui interi popoli vengono ingiustamente uccisi sotto i nostri occhi, mi sembra opportuno ricordare quanto il reciproco aiuto e la compassione siano necessari per la sopravvivenza degli esseri umani. E’ giunto il momento di essere solidali, non possiamo più rimanere nell’indifferenza.
Nessuno si salva da solo
Il 27 marzo 2020, a tre settimane dall’inizio del lockdown, sotto la pioggia battente di Piazza San Pietro, Papa Francesco si rivolge al mondo intero con le seguenti parole: «Siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare
insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. Ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo. Ma solo insieme. Nessuno si salva da solo»

Infatti nessuno si salva da solo, siamo tutti sulla stessa barca in quanto esseri viventi di questo pianeta, perché il mondo è interconnesso, e dobbiamo remare insieme, l’individualismo tipico della società globalizzata è contro natura. È la bellezza della condivisione che permette agli esseri umani di evolversi. Ognuno deve essere spronato dunque a essere parte del tutto, armonicamente, facendo la propria parte perché è migliorando se stessi che si migliora la società, ed è proprio quando ci si impegna nel sociale che si evolve personalmente. È nella condivisione che ci si rafforza gli uni con gli altri.
La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma è una necessità pressante, un’essere o non essere, una questione di vita o di morte.
Immanuel Kant
Nei secoli il genere umano è riuscito a superare le sfide maggiori nella solidarietà dei gruppi e dei clan che trovavano la loro forza nell’aiuto vicendevole. La malvagità umana ha sempre avuto a che fare con l’avidità materiale e con il potere, tuttavia è con la compassione che si può arrivare al fulcro dell’essere umani e si riscopre la dignità delle persone.
La stessa fisica quantistica, con concetti come l’entanglement, ha messo in luce un concetto che veniva spiegato dalla spiritualità orientale già da diversi millenni dandone un fondamento scientifico, ovvero che siamo tutti interconnessi, dove le scelte di ognuno hanno una conseguenza nella vita di tutti gli altri. Bisogna dunque vivere la vita personale guardando all’esistenza universale dell’umanità, leggendo intimamente ogni particolare alla luce del tutto e viceversa. E’ necessario andare oltre ogni forma di indifferenza e ingiustizia, contro le quali è giusto lottare e ribellarsi; ricordare quanto il reciproco aiuto e la compassione siano necessari per la sopravvivenza degli esseri umani.
E’ fondamentale a questo punto assumersi la responsabilità, politica, sociale e personale di tutte le azioni commesse e di tutte le scelte fatte: cosa consumiamo, cosa compriamo, cosa diciamo; ed essere consapevoli delle conseguenze delle nostre scelte. L’interdipendenza è un tema necessario per capire quanto siamo connessi gli uni con gli altri. La cooperazione è volta a raggiungere il bene comune.
Vivi per te stesso e vivrai invano; vivi per gli altri, e ritornerai a vivere.
Bob Marley

La banalità del male
Come possiamo vedere in questi giorni, l’umanità non è scontata, negli esseri umani è insita la disumanità, non provare compassione per l’altro è un pericolo per l’uomo. Solo la bontà può arrivare in profondità perché essa fa pensare, mentre il male è senza radici per cui non conosce limiti. Ma c’è una speranza lì dove ogni gesto di bontà aggiunge del buono al mondo.
Hannah Arendt nel suo libro La Banalità del male ha fatto una profonda riflessione sul male e il potere nella società contemporanea. La malvagità non sempre è frutto di persone cattive o malintenzionate, ma può essere conseguenza di un sistema che richiede l’assoluta obbedienza e senso del dovere. La Arendt, riprendendo Kant, parla di inversione di coscienza, in cui la malvagità non è una trasgressione ma l’aver obbedito alle norme, senza pensare. Solo il bene è profondo ed è radicale. Solo chi osa parlare e agire è davvero libero perché il silenzio e l’indifferenza possono essere complici.
Bisogna fare il bene possibile, amare la libertà sopra ogni cosa e non tradire mai la verità.
L. V. Beethoven
Zygmunt Bauman utilizza la metafora della liquidità per descrivere una società che, come i liquidi, non ha una forma o una coesione, e come il liquido può viaggiare, scorrere, ed essere mobile perennemente. La vita in una società liquida è fatta di incertezze poiché tutto è in continuo movimento e l’essere umano ha perso la “solidità” tipica della Modernità. In questa società liquida è difficile trovare certezze, stabilità e persino la propria identità, è facile perdersi, e qui nasce l’importanza della solidarietà, della condivisione e della cooperazione perché, come si suol dire, l’unione fa la forza.
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